Derealizzazione e Depersonalizzazione
Il trauma produce perdita di integrazione in proporzione alla sua intensità, durata e ripetizione nel tempo.
Pierre Janet
La derealizzazione e la depersonalizzazione sono esperienze abbastanza comuni, che, a vari livelli, molte persone sperimentano.
Hanno a che fare con la sensazione che la realtà sia finta, irreale, costruita, che perda significato e quel senso di familiarità, oppure che il nostro corpo o parti di esso non ci appartengano più, non siano nostre, o non riusciamo più a controllarle.
Oppure ancora possono essere difficoltà di integrazione di stati dell’io, come si verifica ad esempio frequentemente nel disturbo borderline. Sentiamo cioè di essere diversi a seconda delle situazioni in cui ci troviamo, di sentire cose diverse, di avere emozioni e pensieri discordanti, e di reagire anche in modi diversi.
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Depersonalizzazione e derealizzazione possono ricadere dentro il più generico concetto di dissociazione, ma non per forza. Ad esempio, in stati molto ansiosi, può capitare di sentirsi “strani”, quasi dissociati. È molto importante quindi inquadrare con precisione i fenomeni che si verificano, per poter poi organizzare un trattamento mirato e specifico.
Spesso la dissociazione è di origine traumatica: esperienze avverse, come ad esempio abusi fisici o sessuali, neglect, traumi dell’attaccamento possono portare a sintomi dissociativi.
È chiaro che esperienze di questo genere possono rappresentare una grave minaccia al proprio senso di padronanza e di gestione delle situazioni, al proprio senso di sé.
