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Ansia e attacchi di panico

Ansia e attacchi di panico

Non si può sempre controllare ciò che accade all’esterno. Ma si può sempre controllare quello che succede dentro di noi.

Wayne Dyer

 

L’ansia è un’emozione, e come tale, ha un valore adattivo. Come tutte le emozioni, se si spinge oltre una certa soglia, diventa difficile da gestire e porta disagio. Come la paura, l’ansia ci avverte di un pericolo. Questo è il valore evoluzionistico e adattivo di queste emozioni.

A differenza della paura, che ci informa di un pericolo presente, l’ansia ci mette in guardia rispetto ad un pericolo (a qualcosa che il “sistema interno” vede come un pericolo, non è lo stesso per tutti) che però non è presente nel momento, ma è un pericolo presupposto, immaginato.

Fin qui tutto bene: ci avverte di prepararci bene, di prendere delle precauzioni, in modo da poter fronteggiare adeguatamente il pericolo quando ce lo troveremo di fronte.

I problemi iniziano quando l’ansia supera una determinata soglia: diventa essa stessa un problema. 

Spesso capita che l’ansia non venga nemmeno riconosciuta; essa può manifestarsi in svariati modi, tra cui aumento del battito cardiaco, respiro difficoltoso, fame d’aria, agitazione, dolore addominale, eccetera.

Può capitare che questi sintomi vengano scambiati per malesseri, a volte proprio per i malesseri che ci inducono ad essere ansiosi, come il timore di avere un infarto, ad esempio. Questo non fa altro che far aumentare l’ansia, che fa aumentare i sintomi, in un circolo che si autoconferma e autoalimenta.

Quando l’ansia va fuori controllo può verificarsi un attacco di panico; spesso capita che le prime volte gli attacchi di panico vengano scambiati per malesseri fisici, ed è comunque sempre molto importante chiedere il parere di un medico per poterli escludere. Si tratta di esperienze molto dure, chi li vive o li ha vissuti lo sa.

In altri casi l’ansia riguarda situazioni sociali, e allora si parla di ansia sociale, un po’ impropriamente, perché se è vero che quello che sento è ansia, l’emozione problematica in queste situazioni non è l’ansia, ma la vergogna

È molto importante innanzi tutto saper riconoscere l’ansia, per cercare di comprenderla e gestirla al meglio. 

 

 

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